A LA SORELLA
Tu che non hai per la tua doglia viva
una madre serena che consoli,
un orto dolce con i girasoli
e il canto di una limpida sorgiva,
tu che, accesa una lampada votiva,
pregavi per i tuoi fratelli soli
e per la doglia di che tu ti duoli
la bocca non ad implorar s’apriva,
tu che mi sei tristissima sorella,
batti alla porta del mio cuore vano,
lascia chi io senta il tuo cuore tremare
nel mio come una stella in una stella
per un cielo più novo e più lontano
sovra il pianto degli uomini e del mare.